Ci sono luoghi che si annunciano da lontano, e Ostuni e' uno di questi. Percorrendo la strada che sale dalla piana degli ulivi, a una decina di chilometri da Suite Dream 26, il profilo della Citta' Bianca compare all'improvviso: un'onda di case di calce distesa su tre colli, sospesa fra il verde argenteo degli uliveti secolari e il blu dell'Adriatico. E' una visione che vale da sola il viaggio e che, nella luce obliqua del tardo pomeriggio, somiglia piu' a un ricordo che a una fotografia.
Perche' Ostuni e' bianca
Il candore che le ha dato il nome non nasce da un vezzo estetico. L'abitudine di imbiancare le facciate con la calce aveva in origine una funzione sanitaria: la calce viva disinfettava e, secondo la tradizione tramandata in citta', serviva a tenere lontano il contagio nei secoli delle grandi pestilenze. Con il tempo quella necessita' e' diventata identita', poi paesaggio. Camminare fra i vicoli in una giornata di sole significa muoversi dentro una luce riflessa, morbida, che smussa gli spigoli e rende ogni scorcio fotogenico anche senza cercarlo.
Il dedalo del centro storico
Il nucleo antico conserva intatto l'impianto del borgo medievale: viuzze strettissime che si intrecciano, scalinate ripide, archi di controspinta fra una casa e l'altra, piazzette che si aprono all'improvviso come stanze all'aperto. Le mura difensive furono innalzate nel basso Medioevo dagli Angioini per proteggere gli abitanti dalle incursioni saracene, e ancora oggi ne restano tratti consistenti insieme a Porta San Demetrio, una delle porte originarie sopravvissute nella cinta muraria.
Il consiglio piu' sincero e' semplice: salite senza mappa. Ostuni e' abbastanza piccola da non potersi perdere davvero e abbastanza labirintica da regalare, a ogni svolta, un affaccio nuovo. Prima o poi si sbuca sulla cima, ed e' li' che comincia la parte migliore della visita.
La Cattedrale e l'Arco Scoppa
Sulla sommita' del colle piu' alto si apre lo slargo della Cattedrale, edificata nel Quattrocento e considerata uno dei capolavori del tardogotico pugliese. La facciata, divisa da cornici orizzontali e coronata da un profilo mosso, e' dominata dal grande rosone a ventiquattro raggi, uno dei piu' raffinati della regione. A pochi passi, l'Arco Scoppa scavalca il vicolo e collega il Palazzo Vescovile al Palazzo del Seminario: nato come passaggio in legno, fu ricostruito in pietra intorno alla meta' del Settecento per garantirgli stabilita'. E' uno degli scorci piu' fotografati della citta', e anche uno dei piu' silenziosi nelle prime ore del mattino.
Piazza della Liberta' e la Guglia
Scendendo verso il margine del centro antico si arriva in Piazza della Liberta', il salotto di Ostuni: una piazza dall'insolita forma triangolare, nata dai riassetti urbanistici di fine Ottocento, affacciata su Palazzo San Francesco, un tempo convento francescano e oggi sede del Municipio. Al centro si alza la Guglia di Sant'Oronzo, obelisco barocco in pietra alto circa ventun metri, innalzato nel 1771 dallo scultore ostunese Giuseppe Greco come voto di gratitudine al patrono, ritenuto protettore della citta' dalla peste.
Delia, venticinquemila anni fa
Chi ama la storia piu' antica trova a Ostuni una sorpresa che pochi si aspettano. Il Museo delle Civilta' Preclassiche della Murgia Meridionale custodisce il calco di Delia, una giovane donna in gravidanza vissuta circa venticinquemila anni fa, la cui sepoltura fu individuata in una grotta nei dintorni della citta' nel 1991: una delle testimonianze paleolitiche piu' commoventi d'Europa. Accanto, il Museo Diocesano racconta la vicenda religiosa e artistica del territorio. Sono due tappe brevi, perfette per spezzare la passeggiata quando il sole e' alto.
Il momento giusto, in due
Ostuni da' il meglio di se' quando il turismo di giornata comincia a diradarsi. Le ore migliori sono il primo mattino, quando le saracinesche si alzano lentamente e la calce e' ancora fredda, e il tardo pomeriggio, quando dai belvedere lo sguardo scende lungo la piana degli ulivi fino alla linea del mare. Portate scarpe comode: i basolati sono lucidi e le salite non fanno sconti.
- Da non perdere: il rosone della Cattedrale, l'Arco Scoppa, la Guglia e un belvedere al tramonto.
- Come vestirsi: scarpe chiuse con suola morbida e una sciarpa leggera per la brezza serale.
- Quanto tempo: mezza giornata basta, una giornata intera la rende memorabile.
Il bello di avere base a Montalbano di Fasano e' che la Citta' Bianca resta a portata di mano senza diventare un impegno: si parte quando si vuole e si rientra quando la giornata e' davvero finita. Al ritorno, sotto le volte a stella in tufo di Suite Dream 26, la minipiscina idromassaggio e la sauna sembrano pensate apposta per chiudere una giornata passata a salire scalinate.
La Citta' Bianca a portata di mano
Suite Dream 26 e' il punto di partenza ideale per scoprire Ostuni con calma, senza orari da rispettare. Al rientro vi aspettano l'area benessere a uso esclusivo e il silenzio della campagna fasanese.